Mauro Mandalari

Lavoro nel campo della comunicazione web da più di 15 anni, sviluppo strategie di comunicazione web efficaci, mi occupo di WebDesign, WebDeveloping, UserExperience, DigitalStrategy.

Quando un sistema di condivisione veloce come twitter domina i pareri della gente, i giornalisti non possono fare a meno di considerare la sua influenza sulle opinioni comuni.

La potenza di Twitter, come degli altri Social Network, è l’anteprima, cose che il giornalismo tradizionale non riesce più a fare e che invece nei social media è quasi obsoleto: trattare le notizie in maniera bidirezionale cercando il confronto e la conversazione.

Su Twitter ogni cosa avviene in tempo reale.

La comunicazione digitale veicolata dai social network è sicuramente cambiata grazie a delle dinamiche relazionali un tempo inesistenti. E in rete circolano post in cui si consiglia ai giornalisti un bell’aggiornamento sull’utilizzo di Twitter ed altri sistemi di condivisione pubblica.

Non dimentichiamo poi la forza degli hashtag, i famosi cancelletti che permettono di seguire tutto il flusso dello strema di un evento e risalire all’origine di esso.

Come reagiscono i giornalisti? Prima di tutto usano sempre più spesso twitter per seguire degli avvenimenti e cogliere le news dal basso, laddove spesso vengono generate.

La vera domanda è cosa ne sarà del giornalismo tradizionale adesso?

Nella maggior parte dei casi si pensa immediatamente a una sostituzione delle voci informative comuni, ma è un errore, come considerare che il ruolo dei giornalisti sia ormai del tutto inutile. La realtà dei fatti è che non si tratta di cambiare le voci, ma di adeguare gli strumenti e capire come utilizzarli al meglio, soprattutto dal punto di vista dell’interazione da parte delle voci parlanti e dei commentatori.

E’ anche vero però che molto presto il ruolo dell’Opinion Leader potrebbe sostituire considerevolmente quello accademico dei giornalisti.

 

 

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