Mauro Mandalari

Lavoro nel campo della comunicazione web da più di 15 anni, sviluppo strategie di comunicazione web efficaci, mi occupo di WebDesign, WebDeveloping, UserExperience, DigitalStrategy.

Quando si parla di SEO bisogna stare attenti a svariati fattori. Soprattutto in ambito Google, per evitare penalizzazioni e ottenere un buon posizionamento nella SERP, è importante curare al meglio la link building. In questo articolo ti spiegherò perché usare il nofollow, un valore dell’attributo rel (indicatore di relazione) nei link.

Perché è stato introdotto il nofollow

Il discorso è abbastanza semplice. Il rel nofollow serve per indicare allo spider di Google di non seguire un determinato link ed indicizzarne il relativo contenuto. Il motore di ricerca l’ha introdotto nel 2005 per evitare che link fuori tema rispetto ad una pagina potessero influenzare negativamente il PageRank di un sito web.

[Tweet “#SEO: il nofollow è stato introdotto per indicare a #Google di non seguire un determinato link”]

Quando usare il nofollow

Il rel nofollow devi usarlo per “cautelarti” riguardo ad articoli, comunicati stampa, banner, infografiche, widget e qualsiasi tipo di contenuto che distribuisci su un altro sito di cui non vuoi riceverne l’influenza. Per fare un esempio pratico, se scrivi un articolo e lo ospiti su un altro sito web, il link che rimanda al tuo portale deve avere il nofollow per evitare noie da parte di Google e quindi l’influenza di quel sito sul tuo PageRank. Ma attenzione, vale anche il discorso contrario. Se sei tu ad ospitare un guest post, devi comunque inserire il nofollow al link che riporta all’autore dell’articolo, soprattutto se il suo sito non risulta di buona qualità.

nofollow_1

Il nofollow influenza il posizionamento su Google?

Rompiamo subito gli indugi. Proprio sul modo di usare il nofollow è intervenuto Matt Cutts nel 2013 e ha spiegato che un sito web potrà essere penalizzato solo se abuserà nella creazione di link nofollow in giro per il web. Inoltre, i link nofollow vengono segnalati comunque come link in ingresso, quindi non andrai a perdere niente nella tua strategia di posizionamento del sito web.

Quindi è bene utilizzare il nofollow, ma con parsimonia, soprattutto nei casi in cui il sito web da cui ricevi il collegamento (o viceversa) non ti convince dal punto di vista qualitativo o contenutistico.

Bene, hai visto come e quando usare il nofollow. Adesso dimmi la tua sulla gestione della link building e sull’uso del nofollow. Ti aspetto nei commenti 🙂

Lavoro nel campo della comunicazione web da più di 15 anni, sviluppo strategie di comunicazione web efficaci, mi occupo di WebDesign, WebDeveloping, UserExperience, DigitalStrategy.