Mauro Mandalari

Lavoro nel campo della comunicazione web da più di 15 anni, sviluppo strategie di comunicazione web efficaci, mi occupo di WebDesign, WebDeveloping, UserExperience, DigitalStrategy.

Google è sempre più avanti. Il futuro della rete è il web semantico e il motore di ricerca cosa fa? Muove in anticipo i passi verso quella che ormai non è più una rivoluzione, ma semplicemente il domani. Il modo di cercare le informazioni è cambiato. E soprattutto sta cambiando il modo di trovarle.

Ricerca semantica

Google, il motore di ricerca intelligente

Il colosso di Mountain View si è mosso in maniera sostanziale verso il web semantico grazie all’introduzione di Knowledge Graph nel 2012 e con l’algoritmo Hummingbird nel 2013. In tal senso però il cambiamento più grande è stato a livello strutturale, con l’evoluzione verso un motore semantico che non si basa più sull’associazione tra una query e una singola parola chiave, ma su delle entità, dei concetti riconoscibili nelle pagine web che entrano in relazione tra loro.

Google in questo modo ha dato valore alla ricerca semantica, con lo scopo di rendere più efficiente l’indicizzazione dei contenuti e di conseguenza di facilitare la ricerca degli utenti in un dato momento della giornata e in un determinato contesto.

Per esempio, se alle 17:00 di sabato 24 ottobre 2015 digito su Google la query “empoli genoa” esso mi restituisce come primo risultato il punteggio della partita appena conclusa. Quindi il motore di ricerca capisce (o perlomeno cerca di avvicinarsi) le mie intenzioni.

Web semantico: la ricerca su Google

Adesso vediamo insieme alcuni elementi che si collocano all’interno del web semantico.

[Tweet “#Web semantico: gli elementi principali da tenere in considerazione”]

Microformati

I microformati rappresentano una parte di codice all’interno di una pagina web. A livello SEO sono importanti per fornire al motore di ricerca fornire informazioni aggiuntive, al fine di migliorare l’indicizzazione dei contenuti. I principali microformati sono:

  • hCard: serve per aggiungere porzioni di dati relative a persone, aziende e luoghi;
  • hReview: utile per la recensione di prodotti e servizi;
  • hCalendar: calendarizza eventi e date;
  • hProduct: serve per descrivere prodotti e servizi.

Shema.org e Microdati

Quando si parla di Schema.org ci si riferisce a una serie di schemi in grado di marcare dati strutturati sulle singole pagine web. Introdotti nel 2011 grazie ad un accordo tra Google, Bing, Yandex e Yahoo! servono per facilitare l’utilizzo dei microdati, con lo scopo di fornire ai motori di ricerca delle strutture semantiche ancor più complete.

Authorship markup

Un altro passo verso il web semantico è quello di utilizzare l’authorship markup in modo da fornire al motore di ricerca la paternità di un post, un articolo o un documento pubblicato sulla rete. Assume così fondamentale importanza inserire l’attributo rel=”author” all’interno del link della pagina così da poterla attribuire ad un determinato profilo.
Per esempio, per quanto riguarda Google potrai far puntare il link verso il tuo profilo Google Plus.

Come puoi prepararti al web semantico?

Abbiamo visto come la ricerca sta cambiando. Il motore di ricerca va sempre più incontro ai desideri degli utenti. E tu devi fare in modo di “aiutarlo”. Eccoti qualche consiglio:

  • Non basarti su una singola parola chiave: quando scrivi un articolo o un contenuto per una pagina web non intestardirti su una sola keyword da snocciolare all’interno del testo. Magari punta su una in particolare, ma inseriscine anche altre riferendoti agli stessi concetti con dei sinonimi e delle varianti.
  • Scrivi più per gli utenti che per i motori di ricerca: questo non è solo un consiglio “etico”, ma è un suggerimento che ti permetterà di preparare i tuoi contenuti alla ricerca semantica. Ricorda che Google e i suoi simili si baseranno sempre di più su delle entità, dei concetti che vanno calati in un contesto che deve essere ben compreso.
  • Inserisci link pertinenti all’interno del testo: non è solo una questione di link building. Questo serve per fornire valore aggiunto al tuo contenuto e creare delle relazioni con argomenti e siti web autorevoli inerenti al contesto.

Infine, ricorda di tener conto, soprattutto se sei un webmaster, degli elementi che ho menzionato pocanzi, ovvero microformati, Schema.org, microdati e authorship markup.

[Tweet “Ecco alcuni consigli per non farsi trovare impreparati al #web semantico”]

Bene, questi sono i miei consigli riguardanti il web semantico. E tu ne hai altri da suggerire? Come ti stai preparando? Aspetto la tua opinione nei commenti! Alla prossima 🙂

Lavoro nel campo della comunicazione web da più di 15 anni, sviluppo strategie di comunicazione web efficaci, mi occupo di WebDesign, WebDeveloping, UserExperience, DigitalStrategy.