Mauro Mandalari

Lavoro nel campo della comunicazione web da più di 15 anni, sviluppo strategie di comunicazione web efficaci, mi occupo di WebDesign, WebDeveloping, UserExperience, DigitalStrategy.

Nel momento in cui si dà il via ad una nuova attività sul web, il primo obiettivo è ottenere visibilità, stare davanti ai competitor del settore sui motori di ricerca. Ma come posizionarsi in prima pagina su Google senza fare pubblicità a pagamento?

Perché parliamo proprio di Google?

Quando si parla di motori di ricerca, ci si riferisce principalmente a Google. Il colosso di Mountain View, secondo dati forniti da StatCounter, è utilizzato dal 95% di utenti in Italia, dal 97% in Spagna, dal 91% in Francia e dal 90% nel Regno Unito. Fuori dall’Europa è il più usato anche negli Stati Uniti (63%), ma nel mondo orientale, in Paesi come Cina e Russia, vengono preferiti altri motori di ricerca: rispettivamente Baidu e Yandex. Questi dati indicano come in Italia e nell’occidente Google la faccia da padrone. Per questo, fondamentalmente, ci si basa proprio sull’indicizzazione su questo motore di ricerca.

posizionarsi in prima pagina su Google

[Tweet “#Google è il motore di ricerca più usato nel mondo occidentale”]

Scegliere il dominio giusto

La scelta del nome del dominio non è mai banale. Per cercare di posizionarsi in prima pagina su Google, bisogna cercare di seguire alcune linee guida:

  • Nome breve e facile da ricordare: è consigliato usare un nome inferiore ai 30 caratteri, che può essere facilmente digitato dagli utenti senza incorrere in degli errori. Inoltre, è bene scegliere un nome originale ed efficace, che possa essere facilmente ricordato e che non si confonda con altri nomi, specialmente con quelli dei competitor;
  • Rispettare il nome dell’attività e il settore di riferimento: naturalmente, è preferibile che il nome del sito web rifletta quello del nostro brand, dato che ciò faciliterà gli utenti che ci cercheranno a prescindere dal nome del dominio. Oltretutto, la scelta dovrà essere influenzata anche dal mercato e dall’area geografica a cui vogliamo proporci. Restando in tema, è importante anche la scelta del TLD (Top Level Domain) adatto. Quindi, se siamo un’azienda, è meglio usare il .com e il .it se ci riferiamo al mercato italiano, se siamo un’organizzazione, invece, è più consono un .org e via dicendo;
  • Scegliere in chiave SEO oriented: nel momento in cui scegliamo il nome del dominio dovremo farlo anche con un occhio alla SEO. Trovare le giuste keyword, quelle riguardanti la nostra attività e quelle più ricercate dagli utenti, è un ottimo modo per ottenere visibilità.

Keyword e relativi tool da usare

Come dicevamo prima per il nome dominio, la scelta delle keyword più adatte è un passo fondamentale per posizionarsi in prima pagina su Google. Infatti, esse sono parole, frasi che ci possono aiutare a farci trovare dagli utenti. Queste parole chiave ci saranno poi utili per indicizzare le pagine del nostro sito (SEO on-page) e per scrivere contenuti in chiave SEO oriented.

Adesso vediamo degli utili strumenti che ci possono aiutare nella nostra ricerca:

  • AdWords Keyword Planner: fornisce il volume di ricerca delle parole chiave e il livello di concorrenza su di esse. Inoltre, suggerisce delle keyword in base alla campagna che vogliamo impostare. I dati sono un po’ approssimativi perché provengono dall’analisi degli inserzionisti di Google Adwords, però è comunque uno strumento molto utile per capire l’andamento delle parole chiave scelte;
  • Google Instant: questo strumento semplifica notevolmente la ricerca su Google suggerendoci in tempo reale una serie di keyword in base a quello che stiamo cercando;
  • Google Trends: tool molto interessante per individuare le parole chiave più ricercate e utilizzate in un determinato arco di tempo;
  • Semrush: strumento semplice e intuitivo, ci dà dei dettagli sul volume di traffico e sulla competizione tra le keyword;
  • Wordtracker: disponibile sia in versione gratuita che a pagamento, è considerato uno dei migliori suggeritori di parole chiave. Si basa su un database di oltre 300 milioni di query di ricerca;
  • Keyword Tool: valida alternativa al Keyword Planner di Google, fornisce oltre 750 query di ricerca in base alla keyword inserita. Si possono effettuare delle analisi anche in base al motore di ricerca. Esiste sia una versione gratuita che una a pagamento, la quale dà anche la possibilità di visionare il volume di ricerca, il CPC (costo per clic) e la concorrenza di ogni parola chiave.

tool ricerca keyword

[Tweet “#SEO: 6 strumenti utili alla ricerca delle giuste keywords”]

Scrivere contenuti originali e indicizzati per la giusta keyword

Realizzare dei buoni contenuti per il nostro sito web rappresenta un altro passo per posizionarsi in prima pagina su Google. Innanzitutto, bisogna scrivere dei testi originali, cioè interessanti per chi li legge e non copiati in giro sul web: questo potrebbe indurre il colosso di Mountan View a penalizzarci. I testi che andremo a scrivere devono essere indicizzati per una query di ricerca specifica, facilmente rintracciabile dall’utente e che rispecchi l’intero contenuto e l’ambito in cui opera la nostra attività. La parola chiave dovrà poi essere inserita, oltra che nel titolo, nel primo paragrafo e poi “spalmata” in maniera omogenea nel testo, senza esagerare: altrimenti incorreremo nel keyword stuffing, una penalizzazione di Google per l’uso non naturale di una parola o frase all’interno di un articolo. Quindi, diciamo che con un testo SEO oriented di 300 parole, 4 keyword potrebbero andar bene.

Contenuti SEO oriented

 

Ottimizzare il Page Speed

Un sito web leggero facilita l’utente nella visualizzazione e i motori di ricerca nell’indicizzazione. Ecco perché è molto importante tenere sotto controllo il caricamento delle pagine del nostro portale per posizionarsi in prima pagina su Google. Chi andrà a vedere i nostri contenuti è probabile che abbandonerà subito il sito se il page speed sarà troppo lento. Quindi, per ottimizzarlo, bisognerà prestare attenzione ad alcuni elementi:

  • HTML e CSS: un sito leggero si crea dalle basi. Sfruttare un codice snello, preferendo i blocchi <div> alle tabelle nidificate con tanti <tr> e <td> è già un buon punto di partenza. Inoltre, è meglio usare dei fogli di stile (CSS) su cui costruire la grafica delle nostre pagine: ciò semplificherà il nostro lavoro anche nella fase di modifica;
  • Immagini: la compressione delle immagini è un altro elemento da tenere in considerazione per posizionarsi in prima pagina su Google. Un ottimo tool per ridurre il peso delle immagini è TinyPng (esiste anche in versione Jpg);
  • Cache: è molto utile sfruttare il caching dei browser. Nel dettaglio, è consigliato impostare una “data di scadenza” per il file statici del nostro sito, in maniera tale che alla prossima visita dell’utente queste risorse vengano prelevate direttamente dal suo hard disk, ottimizzando così il page speed.

Monitorare le ricerche tramite i tool di Google

Come in ogni operazione che si rispetti, anche per posizionarsi in prima pagina su Google è importante la fase di monitoraggio. Per far ciò, è molto utile collegare il nostro sito a Google Analytics, utilissimo strumento in grado di fornire tantissimi dati, come il numero delle visite ricevute in un dato range di tempo, il comportamento degli utenti sul nostro portale, le pagine più viste, il device di provenienza delle visite e molto altro ancora. Google fornisce anche gli Strumenti per il Webmaster, una serie di tool utili per monitorare uno o più siti, con la possibilità di vedere per quali parole chiave siamo più ricercati, scoprire eventuali penalizzazioni, comunicare la sitemap a Google, sfruttare suggerimenti utili per favorire l’indicizzazione del nostro portale.

Lavoro nel campo della comunicazione web da più di 15 anni, sviluppo strategie di comunicazione web efficaci, mi occupo di WebDesign, WebDeveloping, UserExperience, DigitalStrategy.