Nadia Paglione
Nadia Paglione

Umanista digitale, web content, marketing specialist , social media enthusiast

Hai mai sentito parlare di bot? Sicuramente si. No, non dei buoni del tesoro 😉

Bot inteso come abbreviazione di robot.

La loro nascita è strettamente legata al celebre informatico Alan Turing, che per primo si interrogò sulla possibilità per le macchine di imitare il comportamento umano. Il bot in terminologia informatica in generale è un programma che accede alla rete attraverso lo stesso tipo di canali utilizzati dagli utenti umani (per esempio accesso alle pagine Web, invio messaggi in una chat, e così via). Programmi di questo tipo sono diffusi in relazione a diversi servizi in rete, con scopi vari, ma in genere legati all’automazione di compiti che sarebbero troppo gravosi o complessi per le persone. In linea di massima con il termine s’intende un programma autonomo che fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona. La tecnologia dei bot migliora di anno in anno ed è sempre più difficile distinguere un bot da una persona umana. Il loro scopo dovrebbe essere quello di rendere la vita più facile e sostituire le applicazioni.

bot programmi computer che parlano come umani

Sono l’argomento degli ultimi mesi in particolare uno degli argomenti trattati alla conferenza degli sviluppatori di Facebook tenutasi ad aprile 2016. Pur essendo presenti fin dagli inizi di Internet, ora più che mai sono sotto i riflettori.

Che cos’è esattamente un bot?

Immagina di digitare un certo numero per ordinare una pizza e riceverla a casa senza mai parlare con un essere umano reale… Un bot è un’applicazione che può eseguire un compito come questo, in maniera automatizzata, può impostare un allarme, comunicarti il tempo atmosferico o facilitarti una ricerca on-line. Siri e Cortana ad esempio sono bot, così come lo era Clippy di Microsoft e AOL Instant SmarterChild di Messenger. O ancora Tay, il chatbot progettato da Microsoft (ora offline), un algoritmo “parlante” dotato di intelligenza artificiale lanciato per interagire su Twitter e su altre piattaforme. La rete si sarebbe approfittata della modalità con cui Tay impara “a pappagallo” e gli avrebbe insegnato messaggi razzisti, sessisti e offensivi. 

digit-product-screenshots-medChe cosa fanno dunque i bot? Lavorano per noi, ci aiutano ad ordinare del cibo, fare shopping, trovare ristoranti, risparmiare denaro. Ad esempio, Digit consente di gestire i tuoi soldi mostrando conto in banca, prossime bollette e aiuta a risparmiare denaro attraverso messaggi di testo. Il chatbot Hi Poncho disponibile in Facebook Messenger ti comunica il meteo. Quanto sono intelligenti i bot? Non molto a dire il vero. Sappiamo tutti quanto può essere frustrante chiedere a Siri o Cortana qualcosa che loro non capiscono! Si parla sempre più di intelligenza artificiale, ma è giusto parlarne in questo caso? In realtà no. Si tratta di sistemi creati con uno scopo preciso, quindi completamente inutili nel caso vengano usati in modo più “libero”. Innanzitutto nello specifico si deve parlare più propriamente di chatbot che permettono di interagire in modo colloquiale con un servizio, ottenendo informazioni di vario tipo: notizie, meteo, indicazioni stradali, prezzi, ricette. Dove si trovano i bot? Si possono trovare in molte applicazioni di messaggistica, tra cui Facebook Messenger, WhatsApp, Kik, e Telegram. I bot sono il futuro? Sì e no. Alcuni sviluppatori e aziende ritengono che gli utenti sono stanchi di applicazioni e preferiscono usare i bot. Invece di avere molte applicazioni diverse sul telefono, se ne potrebbe avere una con più bot che possono aiutare con compiti diversi.

Un terreno quello dei bot ancora fertile e da esplorare. Sicuramente saranno sempre più presenti nell’immediato futuro sui nostri telefoni,  nella nostra auto e in casa ( Amazon Alexa) , ci aiuteranno ad automatizzare la nostra vita.

Molto è ancora in fase di sperimentazione e i chatbot devono essere migliorati e definiti. Potrebbe essere l’inizio di un cambiamento importante e assisteremo alle dinamiche evolutive in tempo reale. Notizia di questi giorni, sembrerebbe che Facebook stia lavorando su bot abilitati all’acquisto per permettere agli utenti di fare shopping senza lasciare Messenger. Il social network sta già stringendo accordi con i principali player in campo di pagamenti elettronici.

Impara a riconoscere i bot dannosi

 

bot computer robot

  • SPAM and SPIM. Questi bot bombardano la tua casella di posta con spam e interrompono la chat con l’invio di messaggi istantanei non richiesti (SPIM). Alcuni inserzionisti senza scrupoli li utilizzano per indirizzare gli individui sulla base di informazioni demografiche ottenute dal profilo dell’utente. Sono generalmente facili da individuare, perché in genere non cercano di impegnarsi in una conversazione ma spesso c’è solo un link da cliccare una sorta di gancio per ottenere interesse.
  • Zombie Bots. Un bot zombie è un computer che è stato compromesso ed è diventato uno schiavo della persona che lo controlla insieme ad altri centinaia o migliaia di computer come parte di una rete di bot. Sono utilizzati per coordinare attacchi su larga scala in cui tutti i computer zombie agiscono all’unisono. Queste infezioni possono essere difficili da rilevare ed eliminare. Molti non sanno nemmeno che i loro PC sono infetti.
  • Malicious File-sharing Bots. Questi bot prendono il termine di ricerca dell’utente nei servizi di condivisione di file peer-to-peer (quindi un titolo di un film o di una canzone) e rispondono alla domanda affermando che essi hanno il file disponibile e forniscono un link. In realtà, il bot prende il termine di query di ricerca, genera un file con lo stesso nome (o nome simile), e poi inietta un payload maligno nel file falso. L’utente ignaro lo scarica, lo apre, e infetta inconsapevolmente il proprio computer.
  • Malicious Chatterbots. I siti web di incontri e altri siti simili sono spesso paradisi per chatterbots dannosi. Questi fingono di essere una persona e sono generalmente bravi ad emulare le interazioni umane. Alcune persone cadono nella trappola, non rendendosi conto che si tratta di programmi dannosi che tentano di ottenere informazioni personali.

Ci sono poi tantissimi altri bot che non rientrano nelle citate categorie ma che sono comunque dannosi. Molti di questi sono più simili a degli script che tentano di ottenere un guadagno economico per i loro creatori generando falsi clic, falsi utenti, falsi voti etc.

Regola fondamentale non comunicare mai i propri dati sensibili a terzi.

Stay tuned!

Nadia Paglione

Umanista digitale, web content, marketing specialist , social media enthusiast