Quando un sistema di condivisione veloce come twitter domina i pareri della gente, i giornalisti non possono fare a meno di considerare la sua influenza sulle opinioni comuni.
La potenza di Twitter, come degli altri Social Network, è l’anteprima, cose che il giornalismo tradizionale non riesce più a fare e che invece nei social media è quasi obsoleto: trattare le notizie in maniera bidirezionale cercando il confronto e la conversazione.
Su Twitter ogni cosa avviene in tempo reale.
La comunicazione digitale veicolata dai social network è sicuramente cambiata grazie a delle dinamiche relazionali un tempo inesistenti. E in rete circolano post in cui si consiglia ai giornalisti un bell’aggiornamento sull’utilizzo di Twitter ed altri sistemi di condivisione pubblica.
Non dimentichiamo poi la forza degli hashtag, i famosi cancelletti che permettono di seguire tutto il flusso dello strema di un evento e risalire all’origine di esso.
Come reagiscono i giornalisti? Prima di tutto usano sempre più spesso twitter per seguire degli avvenimenti e cogliere le news dal basso, laddove spesso vengono generate.
La vera domanda è cosa ne sarà del giornalismo tradizionale adesso?
Nella maggior parte dei casi si pensa immediatamente a una sostituzione delle voci informative comuni, ma è un errore, come considerare che il ruolo dei giornalisti sia ormai del tutto inutile. La realtà dei fatti è che non si tratta di cambiare le voci, ma di adeguare gli strumenti e capire come utilizzarli al meglio, soprattutto dal punto di vista dell’interazione da parte delle voci parlanti e dei commentatori.
E’ anche vero però che molto presto il ruolo dell’Opinion Leader potrebbe sostituire considerevolmente quello accademico dei giornalisti.

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